Mosca dell'olivo
Stato di conservazione: Sicuro

CICLO DI VITA DELLA MOSCA
L'uovo è lungo 0,7-1,2 mm circa, è allungato, leggermente appiattito al ventre, con un piccolo tubercolo micropilare biancastro, importante per la respirazione dell'embrione. La larva è apoda e di forma conico-cilindrica, ristretta anteriormente. Sviluppa attraverso tre stadi (larva di 1a, 2a e 3a età).
La larva matura è lunga 6-7 mm, di colore bianco-giallastro, allungata, subconica. Lo stadio di pupa si svolge all'interno del pupario, una capsula ellittica formata dalla trasformazione dell'esuvia dell'ultima muta larvale. Il pupario è lungo 3,5-4,5 mm, di colore variabile dal bianco-crema al giallo-rossastro, quand'è asciutto. Il cambiamento di colore del pupario consente di stabilire l'età delle pupe.
Gli adulti sono lunghi 4-5 mm. In Italia si riconoscono facilmente dagli altri Tefritidi per la caratteristica piccola macchia scura all'apice dell'ala e per l'estensione della cellula anale (cellula cup), stretta e allungata.
L'adulto maschio presenta nell'ala un indurimento all'apice della cellula anale, il cui tratto ristretto è più lungo che nella femmina. Ai margini del III urite mostra i pettini.
L'adulto femmina ha il capo giallastro con due nette macchie circolari sotto le antenne a poca distanza dall'occhio composto; gli occhi sono verde-bluastri. Il torace può presentare macchiette variabili al posto delle tipiche fasce e linee. Il mesonoto è grigio-bluastro con tre linee nerastre longitudinali. Il callo omerale, le aree mesopleurali e metapleurali e il mesoscutello sono di colore avorio. Le ali sono ialine, con parte del pterostigma e la macchietta apicale brunastre. L'addome è castano chiaro con macchiettatura variabile: tipicamente sono presenti coppie di macchie nerastre sugli urotergiti I-IV che però spesso si fondono in bande. L'ovopositore è ben visibile, invaginato in parte dell'VII urite che è sempre nerastro. La lunghezza è di 4-5 mm.
Gli adulti sono glicifagi e si nutrono principalmente di melata. Essendo la loro dieta base povera di proteine, sono particolarmente attratti da materiali che emanano sostanze azotate volatili, come ad esempio gli escrementi degli uccelli, allo scopo d'integrare il fabbisogno proteico. Questo comportamento è importante perché può essere sfruttato nei programmi di lotta e di monitoraggio utilizzando come attrattivi le proteine idrolizzate e i sali d'ammonio.