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L’olivicoltura negli ultimi 25 anni ha subito una significativa evoluzione tecnologica a seguito dell’ampliamento del mercato dell’olio di oliva a livello Nazionale e Internazionale, della riscoperta dell’importanza del prodotto nella dieta mediterranea e in relazione al sensibile aumento dei costi di produzione.

 

La principale evoluzione tecnologica riguarda il sistema di coltivazione dell’olivo,  sempre più orientato alla meccanizzazione integrale con particolare riferimento alla raccolta e alla potatura; a tal proposito il giorno 27 ottobre 2006, presso l’Azienda Agricola Faena, si è svolta una dimostrazione di raccolta meccanizzata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Azienda Agricola Faena, in collaborazione con l’Istituto di Olivicoltura del CNR di Perugia, a partire dagli anni ’80, ha realizzato un vivaio per la produzione di piante di olivo da talea allevate in contenitore, che nel corso degli ultimi 25 anni sono state impiantate su una superficie di 50 ettari secondo due specifici modelli di impianto. In una prima fase, dal 1980 al 1990, ha visto la realizzazione di un modello di impianto definito “oliveto intensivo meccanizzato con forma di allevamento a monocono”, con circa 550 piante/ha (in prevalenza Frantoio e Leccino), in cui è stato possibile utilizzare macchine specifiche di potatura e di raccolta combinata con vibratore del tronco e ombrello intercettatore delle olive.

 

In una seconda fase, dal 1990 a oggi, una volta resisi disponibili nuove varietà di olivo costituite dal CNR quali la “FS 17” (Favolosa) e la “Don Carlo” si è passati alla realizzazione del secondo modello di “oliveto al alta densità” con circa 1250 piante/ha. Queste nuove varietà si caratterizzano per aver uno sviluppo contenuto, una precocità di entrata in produzione (con inizio dal 2° anno di impianto), un’alta produttività e un’elevata qualità dell’olio. Le nuove varietà permettono l’utilizzo di sistemi di raccolta meccanica con le “macchine scavallatrici semoventi e trainate”, in uso corrente in viticoltura, opportunamente modificate per l’olivicoltura.

 

La necessità di utilizzare le macchine scavallatrici per la raccolta comporta che la forma di allevamento preveda un prevalente sviluppo della chioma nel senso del filare. Nel primo modello si può ipotizzare una durata dell’impianto di circa 35-40 anni, replicabile attraverso il rinnovamento integrale della chioma ed un impiego di manodopera che oscilla tra 80 e 90 ore/ha/anno. Nell’impianto ad alta densità invece il ciclo produttivo si riduce a 13-15 anni con rinnovo parziale o totale della chioma con un numero di 40-50 ore/ha/anno. L’Azienda Agricola Faena aperta all’innovazione tecnologica segue con interesse l’evoluzione del sistema produttivo in olivicoltura rimanendo disponibile a nuove sperimentazioni.(Dr.Agr.Angela Canale)