Assoprol Umbria a sostegno dell’olivocoltura

Assoprol Umbria a sostegno dell’olivocoltura

ASSOPROL UMBRIA,
A SOSTEGNO DELL’OLIVICOLTURA

Assoprol Umbria, cooperativa olivicola, che da anni lavora al fianco di olivicoltori e appassionati del mondo dell’olio, offre opportunità per olivicoltori, frantoiani ed appassionati, attraverso un programma annuale di iniziative che variano da incentivi al miglioramento della produzione, ai corsi di formazione per esperti ed appassionati, oltre che prove e dimostrazioni in campo di tecniche innovative.

Siamo alla conclusione dell’annualità 2019/2020 del programma Reg Ue 611-615/2014 s. m. e i. che permette di attivare programmi di sostegno per il settore oleario e tra le molteplici attività realizzate nell’arco dell’annualità di riferimento i corsi di potatura e gestione dell’olivo hanno riscontrato un ottimo successo sia tra gli addetti del settore che tra gli appassionati.

È infatti cosa nota che l’interesse per l’olivo cresce sempre di più anche tra le nuove generazioni. Imparare la gestione agronomica di questa pianta, seppur rustica e poco esigente, è fondamentale per raggiungere una buona redditività dell’oliveto.

I corsi effettuati in tutto il territorio regionale sono stati strutturati con lezioni teoriche che hanno preceduto giornate di esercitazione in campo con prove dimostrative, dove i discenti si sono cimentati direttamente, potando anche loro le piante messe a disposizione.

LA FINE DELL’INVERNO SEGNA L’INIZIO DEI LAVORI DEDICATI

ALL’AGRICOLTURA: LA POTATURA 

Subito dopo la potatura delle vigne si passa a quella dell’olivo. Dalla consuetudine del passato di potare l’olivo molto e a distanza di due o tre anni, oggi la tendenza è quella di potare poco e tutti gli anni.

Eliminando, attraverso il taglio, parti di chioma ben definiti, si stimola la pianta a nuova vegetazione produttiva. L’olivo è una pianta che fruttifica sul ramo che si è formato nell’anno precedente, quindi per una buona e razionale produzione ha bisogno tutti gli anni di produrre nuova vegetazione, oltre che olive, per evitare alternanze e dare frutti in quantità costante nel tempo.

Se all’inizio si pensava soltanto di ricavare legna dal taglio dei rami, oggi non solo la potatura è diventata una pratica agronomica necessaria per ottimizzare la raccolta, ma per alcuni è ritenuta addirittura una vera e propria arte.

Diverse le scuole di pensiero sullo stile da seguire: globo, vaso policonico con tutte le sue varianti, monocono o monocaule libero, palmentta libera. Queste le forme che possiamo incontrare nell’olivicoltura italiana da sud a nord. Tutte molto valide, ma che condizionano la tipologia di raccolta che si intende eseguire.

La cosa importante è avere uno schema geometrico da seguire sia in fase di allevamento e accrescimento della pianta che in fase di mantenimento. Ma se in passato valeva il detto “fammi povero che ti farò ricco”, oggi sempre più vale “poco e spesso” per non squilibrare le piante che, in caso di potature eccessive, sono stimolate a produrre molto più legno che frutti. Quindi mantenere una forma ben definita, eliminando parti di pianta improduttive, cioè rami sterili, in ombra e che hanno già prodotto, è fondamentale per una buona potatura. In gergo “arieggiare la chioma” vuol dire anche “migliore penetrazione della luce” nella pianta e nell’oliveto. Aria e luce favoriscono entrambe anche una migliore sanità dell’olivo, dove parassiti animali e vegetali non trovano il loro habitat ideale.

Da non dimenticare l’importantissimo concetto di “cima” e cioè che ogni branca principale nel vaso policonico e il fusto centrale nel monocono devono avere sempre, per regolare l’afflusso e lo scorrimento della linfa in tutta la pianta lasciandola distribuire in modo regolare ovunque, a favore di un corretto sviluppo produttivo e vegetativo.