Ci prepariamo alla potatura degli olivi

Ci prepariamo alla potatura degli olivi

Ci prepariamo alla potatura degli olivi

Dopo aver concluso la raccolta, e quando ormai tutti i frantoi hanno smesso di trasformare le olive in oro verde, è già ora per gli olivicoltori umbri di pensare  alla potatura degli olivi.

Se in passato si pensava prioritariamente a ricavare legna dal taglio dei rami, oggi non solo la potatura è diventata una pratica agronomica necessaria per equilibrare la pianta, stimolare la nuova vegetazione a produrre rami fruttiferi, ma soprattutto per ottimizzare l’efficienza di raccolta. Infatti l’olivo è una pianta che fruttifica sul ramo dell’anno, quello che si è formato nell’anno precedente, e pertanto per una buona e razionale produzione ha bisogno tutti gli anni di produrre nuova vegetazione, oltre che olive, per evitare alternanze e dare frutti in quantità costante nel tempo.

Si è quindi consolidato il principio, rispetto al passato, di potare meno ma tutti gli anni, così da favorire la vegetazione fruttifera rispetto a quella legnosa. L’elemento assolutamente più importante è avere uno schema geometrico da seguire in fase di allevamento e accrescimento della pianta. Globo, vaso e monocono, sono queste le forme di allevamento più diffuse in base alla tipologia di impianto.

Quanto alla tempistica, le operazioni di potatura vanno opportunamente iniziate quando la pianta è in riposo vegetativo, quindi intorno alla fine dell’inverno, dopo l’ultima gelata e ciò al fine di non compromettere la fisiologia dell’olivo con tagli delle branche.

Si parte con la potatura di allevamento, che prepara la struttura della chioma, per poi passare, dopo circa 3 anni, alla potatura di produzione e mantenimento che va ad equilibrare la pianta e la induce a produrre rami a frutti, preparandola al sistema di raccolta. Quando nell’oliveto ci sono condizioni di abbandono o danni da agenti atmosferici (soprattutto gelate), si effettua la potatura straordinaria di riforma che va eseguita con grossi tagli atti a ristrutturare e ripristinare la chioma abbandonata e/o danneggiata.

L’Aria e la luce create nella chioma favoriscono entrambe una migliore sanità della pianta, dove parassiti animali e vegetali non trovano il loro habitat ideale.

Da non dimenticare, infine, l’importantissimo concetto di “cima”, e cioè che ogni branca principale nel vaso policonico, così come il fusto centrale nel monocono, devono avere sempre una pompa di tiraggio, appunto la “cima”, per regolare l’afflusso e lo scorrimento della linfa in tutta la pianta lasciandola distribuire in modo regolare ovunque, il tutto al fine di favorire un corretto sviluppo vegeto-produttivo.

Proprio sul tema della potatura Assoprol Umbria anche per l’annualità 2020/2021 ha attivato la misura 2A dei Regolamenti UE n. 1308/2013, n. 611/2013 n. 611/2014 e n. 615/2014, ovvero le operazioni collettive di mantenimento degli oliveti ad alto valore ambientale e a rischio abbandono. Già da ora è possibile, tramite il sito www.umbriaolio.it nella sezione bandi e finanziamenti, accedere  alle modalità di partecipazione compilando la manifestazione di interesse per le misure in corso di validità. Il bando riguardante la potatura degli oliveti abbandonati è scaduto il 15/01/2021.  L’obiettivo dell’azione è quello di recuperare e rendere nuovamente produttivi oliveti secolari abbandonati ma ad alto valore paesaggistico, soprattutto con potature di riforma, per restituire al territorio di appartenenza un bene paesaggistico e produttivo di immenso valore e fornire all’ olivicoltore un aiuto finanziario per la realizzazione di questa importante ma onerosa operazione colturale.